Il Sitting Volley: siediti ti spiego come si gioca!

15 Ottobre 2023, la Nazionale Italiana femminile di Sitting Volley vince l’oro europeo, dopo aver battuto la Slovenia in finale ha conquistato la qualificazione alle Paralimpiadi di Parigi 2024, scrivendo una bellissima pagina su questo sport nel nostro paese.

Tutto meraviglioso… ma cos’è il Sitting Volley?

Nato in Olanda negli anni ’50 si è diffuso principalmente in Europa e poi in tutto il mondo, fino a diventare sport ufficiale dei Giochi Paralimpici di Atene, nel 2004. Ad oggi è praticato in più di 70 paesi.

 

È uno sport, derivato dalla pallavolo, creato per permettere la pratica sportiva anche a persone con disabilità. Il giocatore deve giocare stando seduto sul pavimento.

 

Molti aspetti di questa disciplina sono identici alla pallavolo classica: si gioca sei contro sei, vi è la regola dei tre tocchi, il sistema di punteggio è lo stesso e i fondamentali sono i medesimi.

Insomma, la differenza è eseguire il tutto mantenendo il sedere a contatto con il terreno.

 

Il campo è più piccolo e la rete più bassa, per permettere di attaccare e murare senza alzare i glutei da terra. Per la regolarità delle posizioni in campo, l’arbitro verifica dove si trova il fondoschiena e non le gambe.

La battuta viene eseguita dall’alto, come nella pallavolo, ma in questo sport è consentito murare il servizio.

È presente una regola chiamata “regola della palla contesa”: se la palla viene contesa tra due giocatori avversari per più di 3 secondi, l’azione viene ripetuta.

 

Il vero punto di forza del Sitting Volley è il suo valore educativo.

È, infatti, uno sport che può essere praticato da tutti, atleti disabili e non, anche nella stessa squadra.

Rappresenta un grande esempio di quanto lo sport sia un’opportunità per includere e non escludere, ponendo tutti sullo stesso piano.

 

E tu? Conoscevi il Sitting Volley?

 

Pierluigi Maselli